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domenica, 27 febbraio 2005

TRE OMINI SECCHI IL FILM
Ho passato tutto il sabato in casa a fare sta minchiata… per un po’ mi dovrò disintossicare.
p.s. per una visione più fluida, forse è meglio salvarlo sull'hd.
sabato, 26 febbraio 2005
giovedì, 24 febbraio 2005
mercoledì, 23 febbraio 2005
- Lo dici solo per farmi partire. - - Lo dico perché è vero. - Sono una delle milioni di persone del genere umano che reputa Casablanca un cult movie. Sarà anche perché, una decina d’anni fa, quando ancora non lo reputavo tale, mi ritrovai casualmente a recitarne il finale (con tanto di cappello, impermeabile e nebbia) durante una visita a Cinecittà. Sarà stata la scenografia, sarà stata la mia straordinaria interpretazione, saranno state quelle parole (che leggevo su di un gobbo), sta di fatto che la mia ragazza di quel tempo (la quale interpretava Ilsa) pianse davvero (era comunque una ragazza che piangeva spesso). Io allora non l’avevo ancora visto il film, però forse mi rimase un po’ di Rick in me. Ci avevano pure filmato, peccato non avere una registrazione. Sindrome da Rick, così chiamerei quello strano stato d’animo che mi fece gioire quando andai al matrimonio della mia amica, nonché sogno amoroso ineluttabile. Tutti pensavano che soffrissi, ma in realtà dentro di me avevo quella strana euforia, quella che mi faceva pensare: “Ehi bimba, non piangere, sappiamo entrambi che appartieni a S.”. E poi sapevo anche che il matrimonio l’avrebbe presto stancata e io ne avrei presto approfittato… aspetta un attimo, questa è un’altra storia. Come dimenticare Woody Allen che nel finale di “Provaci ancora Sam” confessa un glorioso: “Erano anni che sognavo di dire queste parole!”. Casablanca dicevamo, questo film parla di Tacche. Il termine me l’ha suggerito una ragazza che frequentavo e che su alcune cose ragionava più o meno come me (la nostra breve relazione è stata una attenta partita a scacchi giocata sulla seduzione). La questione è che per alcune persone, spesso, una Tacca è molto meglio di una scopata. Voglio dire è facile scoparsi una (a volte), basta l’atmosfera e il momento giusto (o anche un buon vinello), ma, appunto, è questione di un momento. È l’esplosione animalesca del basico istinto di riproduzione. Ehi, non dico che non sia bello, tutt’altro. Ma molto spesso la persona con cui fai sesso potrebbe farlo semplicemente perché prova le tue stesse pulsioni… insomma se ci fosse un altro con lei, la cosa non cambierebbe. Certo non è sempre così, ma nei rapporti “freschi” questa probabilità non è remota. Molti diranno “E chi se ne frega?!”, e io risponderei “Avete ragione! Ma non si vive di sola fregna!”. la Tacca è un’altra cosa. La Tacca è sapere che quella persona si sdilinquisce per te, sapere che ti sogna la notte e che si abbraccia al cuscino sognando il tuo profumo. E a te non resta, quindi, che aggiungere una nuova, puerile e casanoviana Tacca nel tuo carniere. Superficialità e insicurezza cronica possono essere motivazioni psicologicamente accettabili, e io le accetto in maniera psicologica. Parliamoci chiaro, Casablanca parla proprio di questo. Rick ha cambiato la propria vita perché una donna gli ha dato il due di picche. Fino a poco tempo prima era un eroe patriota che combatteva cause giuste. Era sorridente (vedere i filmati di Parigi) e gioioso. Forse era proprio lei l’amore della sua vita, ma si conoscevano da troppo poco tempo per essere sicuri di questo. Sta di fatto che lei lo molla di brutto, alla stazione, sotto la pioggia, e lui rimane solo come un deficiente. Rick da allora non è più lo stesso; è cinico, pensa solo ai cazzi suoi, non sorride più e non vuole che nessuno canti “As time goes by”. Rick è diventato uno spaccapalle di proporzioni bibliche. Fino a quando lei non rientra nella sua vita. E lì il film esplode. Dove lo mettiamo il carisma di lui quando si ubriaca da solo sentendo “As time goes by”? Ilsa torna e, nonostante egli la tratti a pesci in faccia, lei confessa il proprio amore. E lui che fa? Potrebbe finalmente coronare il sogno d’amore della sua vita e invece preferisce giocare a fare l’eroe, la manda via e sceglie di andarsi a ubriacare con il suo nuovo amico, quel simpatico bastardo di Renault. Qualcuno ha suggerito la tesi che sostiene che nel frattempo Rick sia diventato omosessuale. I riferimenti al fatto che egli non si interessi più alle donne sono disseminati lungo tutto il film; qualcuno ha azzardato persino che il nome RICK non sia del tutto casuale. Ma la realtà è un’altra e Rick ce la dice nel finale: - Se egli parte e tu rimani, un giorno proveresti rimorso. Non oggi, forse, e nemmeno domani. Ma presto o tardi, e per sempre. - Insomma, è palese! La sta mollando. La lascia. Le restituisce il ben servito. Lo capirebbe persino un cretino. Ilsa, disperata, domanda: - Che ne sarà di noi? – - Avremo sempre Parigi. L’incanto di quel tempo, svanito quel giorno alla stazione l’abbiamo ritrovato ieri sera. – (nella versione originale “We didn’t have. We’d lost it until you come to Casablanca.”) Ripetiamo: - L’incanto di quel tempo, svanito quel giorno alla stazione l’abbiamo ritrovato ieri sera. - Lapalissiano. L’incanto l’ha ritrovato solo lui. Lei è nella merda fino al collo. Lei che improvvisamente ha capito di non amare il marito, bensì lui. Lei che da adesso in poi vivrà struggendosi nel ricordo di quel biascicatore americano che fuma come un turco. Ma lui ha avuto la sua gloria e ha finalmente trovato la pace. In realtà è lui che nel finale vola. Lei si sdilinquisce e lui gongolante può segnarsi la Tacca della sua vita.
martedì, 22 febbraio 2005
Forza alziamoci il futuro è aperto entriamoci e le tue mani unite alle mie energie per sentirci più grandi - grandi Forza Italia mia che siamo in tanti a crederci nella tua storia un'altra storia c'è la scriveremo noi con te e Forza Italia per essere liberi e Forza Italia per fare e per crescere e Forza Italia c'è il grande orgoglio in noi di appartenere a te ad una gente che rinasce con noi nella tua storia un'altra storia c'è la scriveremo noi con te e Forza Italia è tempo di credere dai Forza Italia che siamo tantissimi e abbiamo tutti un fuoco dentro al cuore un cuore grande che sincero e libero batte forte per te Forza Italia con noi!
lunedì, 21 febbraio 2005
tò, guarda chi si rivede, il gioco della bottiglia torno a casa adesso. stanotte è stato strepitoso. ho vissuto un baccanale di dimensioni modeste. di dimensioni modeste perché quando sono completamente ubriaco, di trombare non se ne parla nemmeno. però è stato grandioso. avevo il mio piccolo harem. le avrei sposate tutte. una slinguazzata di qua, una pomiciata di là, un petting spinto di su, una manomissione di giù. (tra parentesi erano tutte psicologhe)
sabato, 19 febbraio 2005
ah, l'amore, con le sue gioie e i suoi tormenti...
venerdì, 18 febbraio 2005
Stavo aspettando che mi portassero il take away, quindi decisi di leggere il biglietto da visita del ristorante Gui Lin Non posso proprio lamentarmi del mio segno zodiacale, anzi direi proprio che è tra i più fighi (come non ricordare Carlo Verdone/Manuel Fantoni che alla domanda “di che segno sei?” risponde con un gradasso: “scorpio!”). Ma nello zodiaco cinese le cose non vanno altrettanto bene. Io, essendo nato nel 1971, sono del segno del Maiale. Io sono un maiale. Ora, analizzando meglio la questione, posso asserire che poteva andarmi molto peggio; potevo essere del segno del Topo, o del Coniglio, o della Capra o perché no, della Scimmia. Però ci sono dei segni davvero cazzuti: Gallo (Wow), Drago (cazzo, vuoi mettere), Tigre (ullallah!) e poi il mio preferito, Serpente (“Call me Snake.” Sibilava un Kurt Russel bendato). Rimangono il Bue (che non è tanto malaccio), il Cavallo (neanche questo) e il Cane (idem). Però leggendo le caratteristiche mi accorgo che forse è giusto che sia così. Prendiamo il mio segno preferito, il Serpente: “Con la tua forza di volontà e…” STOP! Con la mia forza di volontà!? Non ci siamo proprio. Andiamo avanti – Drago: “Robusto e…” STOP! Robusto? Io!? Io, detto Er Secco! Nisba. Tigre: “Sei sincero (insomma) e sensibile (questa ce l’ho) e possiedi grande coraggio (al momento attuale non conosco nessuno che possieda GRANDE coraggio)”. Maiale: “Galante e nobile, i tuoi amici ti rimarranno sempre vicini.” È lui, non ci sono cazzi. È inutile che speri il contrario, io sono un perfetto maiale.
mercoledì, 16 febbraio 2005
Anche le formiche nel loro piccolo si drogano - Post sconclusionato (ma scientifico) senza sigarette - Oggi si parlava di smettere di fumare è un tizio fa: “Io smetto quando voglio.”. Gli ho dato due sberle, sciaff aciaff, così, diritto e rovescio. - E grazie al cazzo! - ho detto – Grandissima testa di minchia, tutti smettono quando vogliono! È appunto una questione di volontà. Di voluntas, come dicevano i latini. - Poi mentre ero al semaforo con lo scooter, una volante della polizia è passata col rosso e il ragazzo accanto a me, anch’egli su uno scooter, ha detto: “E io pago.” Poi ci sarebbe la questione delle formiche. L’umanità intera considera le formiche come il simbolo più fulgido della produttività, dello stacanovismo comunista, della laboriosità intrinseca. Ebbene, cari blogspettatori, non è così. Esiste un coleottero stafilinide parassita che ci dimostra come questo luogo comune sia da smentire senza troppe remore. Il coleottero in questione si chiama lomecusa e prende il nome da una famosa avvelenatrice della Roma antica. L’insetto entra in un qualunque formicaio e mostra ai suoi abitanti i suoi peli posteriori detti tricomi. Questi peletti secernono un liquido zuccherino che alle formiche piace tanto, ma proprio tanto, così tanto che alla fine non ne possono più fare a meno. Ben presto le formiche lomecusomani presentano segni di degenerazione cerebrali, poiché "la secrezione ha sulle formiche un potere inebriante e il suo abuso produce dei danni paragonabili a quelli che l'abuso di alcool (o di una droga) produce nella società umane: perdita dell'equilibrio e dell'orientamento, apatia, ecc. Il nido lentamente si deteriora, la struttura sociale decade, mentre la lomecusa depone le sue uova tra quelle delle formiche; quando le uova si schiudono le larve della lomecusa divorano le uova e le larve delle formiche. Quando la Morte regna sovrana nel nido, le lomecuse escono e vanno a parassitare altri nidi." È questa è la pura e sacrosanta verità, quanto è vero che io sono sempre stato innamorato di questa qui sotto. A me, certe volte, Piero & Alberto Angela mi fanno certe pippe.
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