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martedì, 31 ottobre 2006
 
Fiamma di Megalopoli!
postato da occhiodipollo | 16:48 | commenti (3)


venerdì, 27 ottobre 2006
 

"il saggio è colui che ricerca la saggezza."

occhiodipollo - 27 ottobre 2006

postato da occhiodipollo | 14:36 | commenti


mercoledì, 18 ottobre 2006
 
Io voto Antonio La Trippa.
postato da occhiodipollo | 09:03 | commenti (8)


martedì, 03 ottobre 2006
 
ELOGIO DELLO STORDIMENTO
 
In The Morning
 
[così parlò il geom. Frischelli]
 
 
 
- L’Alba dell’Uovo
Si fa presto a dire di pagare l’IVA; sarebbe più piacevole se Iva fosse una bella donna di facili costumi e non una imposta, ma così non è. Arranchiamo giorno dopo giorno chini su noi stessi, schiacciati dalle mille responsabilità e pressati dagli impegni e dalle distanze. Dov’è il maledetto monolito nero? Chi ci permetterà di erigerci uscendo finalmente da questo stato a metà fra l’inedia e la nevrosi. Hermann Hesse scriveva che “la nevrosi si può vincere”, ed effettivamente il suggerimento di osservare, ogni giorno, il cielo per almeno 10 secondi era efficace. Ma non posso ignorare che lo stesso padre di Siddharta elogiava l’ozio. E allora chi ci darà la risposta definitiva? Quando nascerà il sole dell’avvenire? Quando potremmo definirci liberi? E quanto deve cuocere un uovo per diventare sodo? Ma soprattutto, cosa me ne frega di sapere quanto deve cuocere un uovo per diventare sodo, se a me le uova sode non piacciono?
 
 
- Dentro l’orecchio del mio cane
Dentro l’orecchio del mio cane c’è una gran puzza. Il Clorexy Derm che gli instillo ogni giorno sembra non risolvere nulla, dentro l’orecchio del mio cane c’è ancora una gran puzza. Eppure l’orecchio del mio cane è di una tenerezza disarmante. Bianco, morbido e penzolante, sembra disegnato da Jim Henson. Questo per avvalorare quel luogo comune che vuole che le apparenze ingannino. Così è, l’orecchio del mio cane ti sciogli a vederlo e ti sciogli a sentirlo, per motivazioni diametralmente opposte.
 
 
- Che fine ha fatto la Disney Girl dei Beach Boys?
Non ne ho la più pallida idea.
 
 
- Siamo solo noi
Ma noi chi poi? Noi ancora ancorati alle consolle, o più ipocritamente ai PC? Noi giovani-non-giovani ancora svogliati? Noi che, finalmente, siamo stati raggiunti dalle responsabilità? Noi che cominciamo a perdere i capelli? Noi che non riusciamo a smettere di fumare? Noi con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole? Noi empatici sensibili a tratti violabili e poco cedibili? Noi illusi di sempre? Noi che in fondo ritorniamo sempre? Noi chi? Noi che andiamo a letto la mattina presto e ci svegliamo con il mal di testa è poco circostanziato.
Noio volevam savuar.
 
 
- La Tua Canzone
È, più che altro, la colonna sonora che abbiamo scelto. Senza bisogno di pagare la SIAE, ce ne appropriamo e la facciamo nostra. Nei suoi tempi, nel suo ritmo, nelle sue melodie, è semplicemente perfetta, e perfettamente si adatta al nostro film personale. La possiamo canticchiare o possiamo seguirne i battiti con il corpo; qualche volta accenniamo una flessuosa danza, ma, sempre, riusciamo a sentirla affondare nel nostro cuore e da lì spandersi in tutto il corpo, fino alle estremità più estreme. La formula, priva di superbia e umile nel senso più poetico, che le definisce solo canzonette, molto spesso non le rende giustizia.
 
 
- We Got Game
MP 40, Ferrari Testarossa, Raccoon City, pillole d’energia, corazze e mappe varie, nitro, fucili al plasma, premi-il-triangolino, salva sempre quando puoi, ho pochi soldi e a salute sono messo male, checkpoint, FPS in LAN, Acetosella del Re, quando trovi tante ma proprio tante armi e munizioni sono cazzi di lì a poco… salva, pozioni d’invisibilità e pergamene del sonno, vado avanti ancora un po’ e poi vado a dormire, ops fra due ore devo svegliarmi, vehicle is ready, la legna è tanta e l’oro non è mai abbastanza, editor, granate, zombi come se piovesse, ricaricare sempre, orchi incazzati e cazzuti, crunch e trattengo il respiro, cori da stadio, Duke e Gordon, manca solo un pezzo di corona, we got game.
 
 
- Comunicazione Interrotta
Nella vita reale non c’è il Ctrl + Z, né tanto meno possiamo salvare prima, gli errori li paghiamo e questo è palesemente un bug di Dio. Uno dei tanti. Dio (Vedi? Ti metto maiuscolo per rispetto; adesso fammi vincere il superenalotto) ci ha creato in maniera tale che per noi è impossibile resistere alle tentazioni. Quindi che colpa abbiamo noi? Poteva farci meglio. Se ci avesse fatto meglio sarebbe tutto diverso adesso. Praticamente, ci dicono che se Adamo avesse preso a sberle Eva nel momento topico del furto della mela, adesso staremo tutti un po’ più sereni. A me questo mi sembra un capriccio fanciullesco, né più, né meno. Ma, d’altronde, pensandoci bene, se il parametro temporale dell’esistenza di Dio è l’eternità, per un mero ragionamento matematico, anche il periodo che corrisponde alla sua fanciullezza tende all’infinito, e se la fanciullezza di Dio tende all’infinito, ergo, Dio è ancora un bambino. È un sillogismo che spiega tutto.
 
 
- L’amor che muove il sole e l’altre stelle
Il Poeta alla mia età scriveva la Divina Commedia ed io scrivo su un blog. Queste sono cose che danno da pensare; in realtà da pensare c’è poco. Mi chiedo solo: se al suo tempo ci fossero state tutte le distrazioni di cui possiamo allegramente usufruire oggi, avrebbe egli compiuto l’Opera tanto osannata dai letterati e altrettanto odiata dagli studenti? Non lo so. Non posso nascondermi dietro un dito, posso solo ammettere che Egli aveva ragione su tutti i fronti: l’amore davvero muove tutto. Poco importa se per Lui, l’amore che muove il sole e l’altre stelle, sia Dio. A me piace pensare che volesse parlare dell’amore decantato da altri suoi colleghi. Quello che ti fa sentire le famigerate farfalle nello stomaco, per intenderci. Dante era sempre stato innamorato di Beatrice, e nella sua completa condizione di sfigato (come per altro la maggior parte dei suoi colleghi), non aveva altri mezzi per estrinsecare il proprio amore se non scrivendo la Divina Commedia. Ho la scena manifesta davanti a me. È sera, Dante ha già esagerato con il rosso toscano, e il suo cervello, annebbiato dai romantici fumi, coglie nell’aere solo sensazioni di amore cosmico (ulteriormente sviluppato da Leopardi secoli più tardi), e parte. E scrive. E decanta. E gode. Ma io sono sicuro che Egli, se avesse avuto la possibilità, avrebbe preferito di gran lunga chattare con lei. Quindi, senza alcuna remora, mi arrogo il diritto di accusare la moderna tecnologia di favorire un processo atrofizzante della vena artistica di ognuno di noi.
 
 
- La Voce del Silenzio
 
 
- il retorico clan dei siciliani
La mafia l’ha creata Garibaldi. Se quel cretino avesse mantenuto le promesse fatte ai siciliani, adesso il plot de “La Piovra” parlerebbe di un polpo gigante che uccide i bagnanti di una ridente cittadina americana (un po’ come “Tentacoli”). E invece no. Nella nostra isolata esistenza bisognava cercare un equilibrio, anche se brutale. In ogni caso, non mi stancherò mai di biasimare i giornalisti (e tutti quelli che sono lontani da quella realtà) che, disgustati, storcono il naso quando sentono parlare di omertà. Che provino loro, isolati e soli, a combattere contro un cancro tanto radicato e imperversante. È difficile cancellare una cultura. Ho vissuto a Palermo e ho visto cose che voi umani non potete immaginare. Ho visto code infinite di macchine in fila a Borgo Vecchio per comprare un po’ di droga. Ho visto poliziotti aspettare i ragazzetti fuori Borgo Vecchio per poterli acciuffare. Non ho mai visto un solo poliziotto a Borgo Vecchio. Ho visto il bambino descritto in “Ragazzi Fuori”, quello che, così per giocare, spara ai finanzieri che confiscano il carretto al venditore di patate, perché sprovvisto di licenza. Ho visto dinamiche. Ho capito atteggiamenti. “Pentito” è una delle peggiori offese. È inutile girarci intorno, da soli non ci si riesce.
Bene. Uno in meno. S’ammazzino fra loro.
 
 
- Raining Blood
Scippi, rapine e stupri. Intrappolato nel purgatorio vedo le previsioni del tempo che mi dicono che la pioggia di sangue continua incessantemente a cadere, solo che io, chiuso nella mia confortevole casa, non riesco a percepirla. Truffe, ricatti e omicidi. La mia postura assimila quella dell’avvoltoio e per empatia comprendo i bisogni dei bisognosi, fino alla fine della ragione. La comprendo e gioisco dei bassi atteggiamenti oscuri; io dal basso capisco cose a me prima lontane. Meriti di vivere tu che non vivi? Penso proprio di no. Il mio bisogno, anche se superfluo, è superiore a quello di chiunque altro su questa terra. Non ho dubbi. Striscio in silenzio. E, quando avrò la possibilità, avvolgerò il tuo fragile corpo nelle mie spire assimilando la tua felicità. Tutta. Io devo sopravvivere. È il mio unico e semplice scopo. Sono qui sopra per questo. Non è colpa mia. Fattene una ragione. Bevi e non curarti della morte.
 
 
- Lo ammetto
E pensi a lei. Altro film. Altra canzone. Sorridi distrattamente scuotendo la testa. Aspettando ostinatamente una forma di vita dal cielo: dio, o gli alieni. Qualsiasi persona fuori da questo sterco di mosca che ostinatamente continuiamo a chiamare mondo. Qualcuno che ci dica cosa fare, dove andare. Non arriva nessuno, e allora ci aggrappiamo a lei. Alla sua bellezza, al suo sorriso, alla sua fantasia, più credibile della nostra. Insieme inorridiamo delle brutalità che ci circondano. Insieme cerchiamo di ridere e facciamo l’amore, e, quando ne abbiamo voglia, scopiamo. E dopo, sempre, ci abbracciamo. Tra archi che crescono impetuosi oppure precipitano vorticosamente. Tra schermi d’argento e dolby surround. Tra briciole di pane sul letto e tovaglie pulite e stirate. Tra Coca Cola e Nero d’Avola. Tra realtà e immaginazione. Tra luci e candele. Tra noi. Non temo che la luna rossa possa andare via. Io l’amo ancora. Sarà la primavera nel mio cuore.
 
 
- Roma
Quanto sei bella Roma. La mattina. Quando c’è il sole. Quando si sta bene con una maglietta e una camicia. Quando giro con lo scooter tra i vicoli del centro. Quando bevo un caffè a piazza Navona, anche se costa troppo. Oggi, anche a me, sembra che il tempo si sia fermato qui. E so’ più figo e so’ più bono, e questo giova alla mia autostima. I passeracci sono davvero usignoli; io non sono nato a Roma, però t’ho scoperta anch’io, e so’ più vivo.
 
 
- Finale: amo e odio
Nulla è cambiato, l’angelo della musica è sempre vicino a noi. Lo accolgo senza troppe reticenze. E se non c’è, ritornerà. Sempre.
 
 
poooo  po po po po pooo poooo
poooo  po po po po pooo poooo
poooo  po po po po pooo poooo
 
postato da occhiodipollo | 12:48 | commenti (8)


lunedì, 02 ottobre 2006
 
Ieri ero così dispiaciuto di essermi dimenticato che c'era il GP in Cina, che stanotte ho sognato Shumi che mi consolava.
postato da occhiodipollo | 19:49 | commenti


domenica, 01 ottobre 2006
 
Dichiaro concluso il sondaggio:
 
Sondaggio Sperimentale Reminescenziale
Per chi facevate il tifo nella Wacky Races? [76 votes total]
 
 
- Dastardly e Muttley (20) 26%
- La macigno mobile dei Fratelli Slag (5) 7%
- Il Diabolico Coupé di Big Gruesome (4) 5%
- Il Professor Pat Pending con la Multi-uso (9) 12%
- Red Max (1) 1%
- La divina Penelope Pitstop (23) 30%
- L'armata speciale di Meekley e Sarge (3) 4%
- La banda di Clyde (6) 8%
- La 6 cilindri di Peter Perfect (2) 3%
- La Spaccatutto di Rufus Ruffcut (3) 4
 
 
personalmente facevo il tifo per il prof. Pat Pendine.
postato da occhiodipollo | 09:51 | commenti (6)