Sono le 17.34 e, per oggi, francamente mi sono proprio rotto i coglioni di lavorare.
Urlo per coprire la mia voce
Canto per non parlare.
Spero per non sognare.
Scrivo per non guardare.
Rallento pur di non dover ripartire.
Osservo per tentare di capire.
Afferro per cercare di non sbagliare.
Mi copro per mettermi a nudo.
Corro perché non so volare.
Bacio perché mi piace esplorare.
Mi piego perché non voglio sudare.
Salto perché voglio ballare.
Ballo per non dover pensare.
Vivo e non posso salvare.
Suono senza dover aspettare.
Gioco e non mi posso fermare.
Ascolto e qualcuno comincia a suonare.
Amo perché è come cadere.
Rimando perché mi viene naturale.
Mi nascondo per non farmi trovare.
Aspetto e continuo a sprecare.
Sogno e continuo a sperare.
Sbaglio e continuo a sognare.
Mangio e continuo a cagare.