Il post precedente, con i relativi commenti, offre un interessante spunto per un nuovo post. È innegabile che ieri sera sono stato sopraffatto dal Lato Oscuro dell’esistenzialismo (anche se le venature deficienti non mancavano), e quindi quello che ho scritto manifestava le conseguenze del morbo.
Il risultato finale del post di ieri è la dimostrazione che io non sono un grande scrittore (secondo la teoria precedentemente esposta).
Analizziamo la frase ”Io, certe mattine, devo resistere davanti lo specchio, per non cercare di copularmi addosso.”, estrapolata in questa maniera, la frase, ha un senso ben preciso. Se in più aggiungiamo:“Non lo biasimo, in fondo; non tutti sono fortunati. Io, certe mattine, devo resistere davanti lo specchio, per non cercare di copularmi addosso.”, il senso acquisisce un significato ancora più marcato, ovvero: io mi credo bello. Non credo che ci siano letture alternative, almeno non così eclatanti. Ma in realtà io non volevo dire questo… io volevo dire che, in certi momenti, io mi credo bello: “Io, certe mattine, devo resistere davanti lo specchio, per non cercare di copularmi addosso. È come se i folletti di fiorereciso mi cantassero in testa Blue Moon, almeno in determinati momenti.”
Ed è proprio quel “almeno in determinati momenti” che avrebbe dovuto spingere a capire che si tratta di sensazioni estemporanee e saltuarie. Ma il senso, oggettivamente, è un altro, e mi duole ammettere che ho fallito come scrittore.
Quindi, per non incorrere in altre delusioni, ho deciso: d’ora in avanti scriverò solo post deficienti